L'alta finanza dopo aver generato una crisi mondiale di liquidità e l'inizio di una recessione (forse più grave dalla grande depressione degli anni '30), continua a fare il gioco delle tre carte. Riassumiamo: le banche (tutte, grandi o piccole che siano) hanno in pancia i cosiddetti "titoli tossici". Questi pezzi di carta (Cdo, Cds ecc.) hanno un valore quasi pari a zero ovvero sono illiquidi, il che significa che nessuno li vuole più comprare neanche con una pistola puntata alla tempia. Questi prodotti "derivati" sono il risultato di un castello di carta, di una piramide finanziaria costruita da sfrenati alchimisti della finanza creativa che hanno cartolarizzato mutui delle banche, crediti di società finanziarie, obbligazioni, in un crescendo di cartolarizzazioni che assomiglia molto alla carta igienica che non finisce mai....Ora le banche sono chiamate alle "trimestrali" e a dichiarare il valore dei loro beni, delle riserve, dei loro titoli.....e tra i titoli ci sono anche queste...schifezze finanziarie. Se dichiarassero il loro valore reale (praticamente zero), i loro bilanci sarebbero una tragedia greca. Invece gli organismi deputati a dettare le regole per la dichiarazioni dei bilanci hanno da poco cambiato le carte in gioco: gli istituti finanziari potranno iscrivere a bilancio tali titoli in base ad un valore stimato "ragionevole" , lasciando ampia libertà nella valutazione stessa. Insomma è come se io iscrivessi a bilancio (nell'attivo patrimoniale) una fiat 1100 R arrugginita (anni '70) che neanche uno sfasciacarrozze la ritirerebbe, al valore di una ferrari testarossa. E i bilanci rifioriscono....e la gente ci crede...per la cronaca anche Unicredit e SanPaolo intesa hanno fatto così. E non solo loro....
lunedì 17 novembre 2008
martedì 11 novembre 2008
Bloggo anch'io! Perchè no?
Il mio primo blog....per raccogliere, pubblicare e commentare notizie che si trovano sui giornali e su internet (o anche per strada) che non trovano spazio nei nostri grandiosi telegiornali. Come molti sanno ad esempio, oggi tiene banco la polemica tra Mourinho (allenatore dell'Inter) e i giornalisti sportivi, il successo della Talpa (altro reality-monnezza che sta sbancando l'auditel) o dell'Isola dei famosi e altre facezie che occupano in media il 60% degli spazi informativi. Potrei farlo anch'io un telegiornale così oggi. Prima notizia: Alitalia, lo sciopero selvaggio dei rivoltosi. Seconda notizia: la crisi finanziaria. Terza notizia: le iniziative di Obama. Quarta, quinta e sesta notizia: cronaca nera assortita, ad esempio uno sguardo morboso al processo Meredith con particolari succulenti su come è stata sgozzata la vittima, un po' di morti sulle strade e un incidente sul lavoro (ma accidenti solo uno ne è morto oggi? Si faceva più audience con la Thyssen!) e verso le 8.15 via con le stronzate: la moglie di Obama adora gli strozzapreti alla carbonara, il ritorno di un partecipante all'Isola dei famosi che si è fatto operare di ulcera perforata in Honduras, un po' di alta moda, calcio e un po' di gossip briatoresco che guarnisce idealmente lo spazio informativo. Sul Congo si dirà ma brevemente. Approfondimenti...zero. E allora chiunque può scrivere e pubblicare notizie. E anche commentarle. Questo è il bello di internet e se anche sarò solo io a leggerle sarò ben contento di rivedermele con calma e meditarci sopra a distanza di tempo.
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