lunedì 17 novembre 2008

Crisi finanziaria e il gioco delle tre carte

L'alta finanza dopo aver generato una crisi mondiale di liquidità e l'inizio di una recessione (forse più grave dalla grande depressione degli anni '30), continua a fare il gioco delle tre carte. Riassumiamo: le banche (tutte, grandi o piccole che siano) hanno in pancia i cosiddetti "titoli tossici". Questi pezzi di carta (Cdo, Cds ecc.) hanno un valore quasi pari a zero ovvero sono illiquidi, il che significa che nessuno li vuole più comprare neanche con una pistola puntata alla tempia. Questi prodotti "derivati" sono il risultato di un castello di carta, di una piramide finanziaria costruita da sfrenati alchimisti della finanza creativa che hanno cartolarizzato mutui delle banche, crediti di società finanziarie, obbligazioni, in un crescendo di cartolarizzazioni che assomiglia molto alla carta igienica che non finisce mai....Ora le banche sono chiamate alle "trimestrali" e a dichiarare il valore dei loro beni, delle riserve, dei loro titoli.....e tra i titoli ci sono anche queste...schifezze finanziarie. Se dichiarassero il loro valore reale (praticamente zero), i loro bilanci sarebbero una tragedia greca. Invece gli organismi deputati a dettare le regole per la dichiarazioni dei bilanci hanno da poco cambiato le carte in gioco: gli istituti finanziari potranno iscrivere a bilancio tali titoli in base ad un valore stimato "ragionevole" , lasciando ampia libertà nella valutazione stessa. Insomma è come se io iscrivessi a bilancio (nell'attivo patrimoniale) una fiat 1100 R arrugginita (anni '70) che neanche uno sfasciacarrozze la ritirerebbe, al valore di una ferrari testarossa. E i bilanci rifioriscono....e la gente ci crede...per la cronaca anche Unicredit e SanPaolo intesa hanno fatto così. E non solo loro....

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